Il bosco prima delle parole
Ci sono luoghi che non vogliono essere descritti subito. Chiedono di camminare piano, di lasciare il telefono in tasca, di accettare che la luce arrivi per conto suo.

Racconti
Un archivio narrativo e personale, costruito per leggere con calma.
Ci sono luoghi che non vogliono essere descritti subito. Chiedono di camminare piano, di lasciare il telefono in tasca, di accettare che la luce arrivi per conto suo.
Partire non sempre significa scappare. A volte è soltanto cambiare aria al pensiero.
Le acque ferme non sono mai davvero ferme. Muovono ricordi con una pazienza che assomiglia alla cura.
Di notte certe distanze diventano più oneste. Non si accorciano, ma smettono di fingere.
Fotografare, a volte, è restare abbastanza a lungo perché il mondo smetta di sentirsi osservato. Non sempre l'immagine arriva quando la pretendiamo.
Trattare la natura come decorazione significa perdere il suo tempo, la sua complessità, la sua voce bassa.
Alcune immagini non hanno bisogno di didascalie. Altre aprono una porta e restano lì finché una parola non entra.
Gli strumenti cambiano. La responsabilità dello sguardo resta: scegliere, dubitare, dare forma senza perdere presenza.